22/10/2002 – Ho voluto raccontare Niccolò Tommaseo – Guido Cace

(Intervista di Rosanna Turcinovich Giuricin) 

Il 28 ottobre alla RAS di Trieste, verrà presentato un video su Niccolò Tommaseo di cui ricorre quest’anno il bicentenario dalla nascita. Il filmato è stato proiettato in anteprima a Peschiera del Garda in occasione del Raduno dei Dalmati svoltosi a fine settembre, e poi alla Camera dei Deputati a Palazzo Marini a Roma. 

Perché un video su Tommaseo firmato da Guido Cace?
“Per tre motivi fondamentali – risponde l’autore – perchĂ© mio padre era nato a Sebenico, perchĂ© nel centenario della morte di Tommaseo, nel 1974, era stato proprio mio padre a far sì che uscisse un francobollo che ricordava la ricorrenza e poi, terzo motivo, per il piacere di parlare di un grande dalmata”.
Guido Cace, Presidente dell’Associazione nazionale Dalmata, (è anche presidente dell’ex municipalizzata ACEGAS di Trieste, arriva da una lunga esperienza nella Federgasacqua di Roma) e questo è il suo terzo video.
“Il primo riguardava le foibe, il secondo la Dalmazia regione dimenticata, ed ora Tommaseo”. PerchĂ© questo bisogno di raccontare la sua terra?
“E’ vero, la mia terra. Io sono nato a Roma ma quando avevo pochi mesi mio padre, che era medico, è stato nominato direttore dell’Ospedale della sua cittĂ  natale, Sebenico, e quindi ci siamo trasferiti in Dalmazia. Il 7 settembre del 1943 la nostra permanenza ha avuto fine con una fortunata e rocambolesca fuga, prima che si scatenasse il finimondo…Comunque, parlare di Tommaseo non è solo un omaggio alla storia della mia famiglia, Tommaseo è un ponte, colui che ha saputo mantenere la propria identitĂ  scrivendo sia in italiano che nella parlata dalmata slava, che è riuscito a spiegare l’anima di questa terra combattuta, generosa, incredibilmente ricca di spunti e di conferme”.
Il bicentenario è l’occasione per parlare del suo ruolo e in particolare modo delle sue opere. Ma cosa possiamo dire dell’uomo?
“Un personaggio difficile, direi, ma molto umano. Scontroso, isolato ma anche altruista e riflessivo. Credo si tratti di un chiaro esempio dell’uomo di questa realtĂ  dalmata sospesa, eternamente indecisa se accettare la terra o optare per il mare, con difetti e virtĂą in continuo contrasto”.
Lei che cosa ha ereditato di queste caratteristiche ataviche?
“La forza e la volontĂ  di creare”.
Il suo trasferimento da Roma a Trieste quali significati assume?
“La direzione di un’azienda che si occupa di servizi pubblici come gas e acqua è l’espressione della volontĂ  della maggioranza politica di una realtĂ  locale. Nel mio caso però sono stato scelto, oltre che per le mie qualifiche tecniche, anche per il legame che mantengo con la realtĂ  triestina e la capacitĂ  di capire e interpretare un ambiente di confine e forse spingermi anche piĂą in lĂ , verso i Balcani”. 

Cosa che lei aveva già iniziato a fare stando a Roma e che ora continua da Trieste…
“E’ vero, con i rappresentanti dei dalmati di Trieste, abbiamo esplorato la possibilitĂ  di contribuire alla creazione di servizi nei Paesi dei Balcani. Abbiamo avviato un dialogo con il Montenegro ma ci siamo focalizzati soprattutto sulla Dalmazia e su Sebenico in particolare. PerchĂ©? La mia provenienza a questo punto è solo un caso. Sebenico, infatti, che è stata per decenni un porto della marina militare, durante la recente guerra è stata privata della sua zona industriale, rasa al suolo dai bombardamenti. Ma, per fortuna, non c’è un male senza un bene, e la cittĂ  si è “risvegliata” libera da impianti inquinanti, pronta ad offrire il meglio all’industria turistica. Sebenico s’affaccia su una baia protetta laddove le acque del fiume Cherca/Krka incontrano il mare che penetra da uno stretto canale d’accesso, è una meraviglia della natura e del Rinascimento nell’arte dalmata. Ci vorrĂ  un po’ di tempo ma la cittĂ  di Tommaseo è destinata a diventare una meta privilegiata del turismo di qualitĂ ”.
Il vostro contributo, quale sarĂ ?
“Far sì che i servizi pubblici – acqua, gas, depuratori, fognature – restituiscano agli abitanti e offrano al turista una cittĂ  pulita e ordinata, moderna e bella da viverci. Il direttore dell’acquedotto della Contea di Sebenico è venuto in visita a Trieste per prendere visione dei nostri sistemi e impianti. Il suo entusiasmo ci fa ben sperare che insieme riusciremo a portare a termine progetti importanti”.
Il monumento a Tommaseo non c’è più…
“Noi dobbiamo far sì che la gente e le autoritĂ  si rendano conto della rilevanza di un personaggio come Tommaseo, rappresentante di quell’anima ricca e generosa della popolazione di queste terre, e decida, se lo vorrĂ , di onorarne la memoria con una lapide. E’ un progetto che stiamo portando avanti da tempo. Non vogliamo risulti un’imposizione ma l’accettazione di un momento di reciproco arricchimento”.